domenica 19 maggio 2013

Con la musica a spasso nel tempo


Il CEM, Centro di Educazione Musicale di Albignasego, oggi 17 Maggio, ha allietato e divertito noi bambini della Scuola Raggio di Sole con un allegro spettacolo.



Narrandoci la storia di  Dodo, un bambino, interpretato da uno dei musicisti, ci ha permesso di viaggiare indietro nel tempo per giungere fino all’era preistorica, dove Dodo incuriosito ha sperimentato i diversi strumenti incontrati.

                         


Dalla batteria alla chitarra elettrica, dal sassofono al violino, un’orchestra di strumenti ha animato la narrazione, conclusasi con l’eccezionale performance di una celebre canzone di Michael Jackson, interpretata dalla bravissima orchestra.



La scuola Raggio di Sole

giovedì 16 maggio 2013

Tre minuti per raccontare una storia/2





Anche noi ragazze di II E abbiamo deciso di tuffarci nella lettura, quindi quale occasione migliore poteva esserci che partecipare al concorso "Ciak, si legge!" Questo è il nostro BookTrailer realizzato sul libro Il coraggio della libellula di Deborah Ellis.
    
Angela Accogli, Anna Maggiolo, Lisa Milan,     
Gaia Pulliero, Romina Sciacca, Mariafiore Tognon

mercoledì 15 maggio 2013

Tre minuti per raccontare una storia/1


Siamo due alunne della classe II F, due accanite lettrici, e abbiamo deciso di tuffarci in un Mare di Libri ... 

Ed è stato ancora più bello grazie al progetto "Ciak, si legge!", il primo concorso di BookTrailer riservato ai noi ragazzi.

Guardate il BookTrailer realizzato da noi due per il libro Il coraggio della libellula, di Deborah Ellis. 

Commentate e scrivete se vi è piaciuto!


Martina Greggio & Bianca Orlando

mercoledì 8 maggio 2013

Il sapore amaro della banana/2


Il giorno 21 Marzo 2013 la nostra classe ha incontrato una rappresentante dell’associazione “Incontro tra i popoli”, che ci ha parlato dello sfruttamento lavorativo nel settore bananiero, sottolineando le condizioni di precarietà in cui si trovano questi lavoratori.

Scuola Primaria “Falcone e Borsellino”
Albignasego Padova
Uscita didattica al Planetario di Padova





Il giorno 06/11/2012 siamo andati in visita al Planetario di Padova con l’autobus di linea ; quando siamo arrivati ci hanno accolto in maniera molto simpatica gli astrofisici che lavorano in quel luogo.
Il momento più emozionante è stato quello di osservare il sole attraverso dei telescopi speciali, muniti di obiettivi colorati :
bianco per guardare le macchie solari ,rosso per ammirare le protuberanze di energia della enorme stella “nana” qual è il sole.
Abbiamo vissuto dei momenti interessanti e suggestivi!!!
                                                                                                                Alunni delle classi V

giovedì 2 maggio 2013

Fiabe e leggende: Dragostea ritrova la sua famiglia


C’era una volta in un bosco lontano una fanciulla assai bella di nome Dragostea.
Ella era chiamata così perché viveva con una famiglia di draghi che le volevano molto bene e lei era molto felice di stare insieme a loro.

Miti possibili: Il colore della pelle


Prima dell'inizio dei tempi non esisteva niente.

Arid, che era un essere senza aspetto, decise di creare la Terra.



La Terra doveva essere di tanti colori, verde per l'erba, l'azzurro per l'acqua e il marrone perle montagne. Allora Arid che viveva nello spazio prese una grande stella, la divise in spicchi di diversi colori e su di essi creò i mari, le montagne, le pianure e le colline.
Tutte queste creazioni avevano il colore dello spicchio su cui erano state fatte.

La lentezza della tartaruga


Racconta un mito che spieghi la lentezza della tartaruga

Tanto tempo fa nell'isola di Tartuga viveva una tartarughina di nome Tina, essa era la più piccola dell'isola, la più amata, ma anche la più lenta. Tutte le altre tartarughe invece erano veloci e scattanti come saette. A loro piaceva molto correre perché sentivano il vento fischiare e accarezzare il loro carapace e potevano andare da una parte all'altra dell'isola in un battibaleno.

Spesso organizzavano delle gare a cui partecipavano tutti gli abitanti dell'isola compresa Tina che però arrivava sempre ultima. Tina diventava sempre più triste e certe volte le venivano le lacrime agli occhi perché si sentiva diversa dagli altri.

La maledizione della principessa


In una verde, grande radura ormai dimenticata da tutti, vivevo io, Melissa, una piccola principessa con lunghi capelli lisci e corvini, sempre intrappolati in una treccia perfetta rifatta ogni mattina da mia madre e talmente viziata da non comprendere il mio futuro, ovvero quello di diventare per forza una grande e forte regina di un regno talmente piccolo e insignificante, da non essere nemmeno rappresentato sulle cartine geografiche.
Scarpe, borsette luccicanti e trucchi sono cose da cui non mi sono mai separata. Per questo mio padre mi riteneva“priva di classe”.
Da quando avevano assunto la mia tata, non avevo quasi più passato un momento con loro, fino a quando…

Una giornata con la Real Maestranza


Il giorno 27 marzo 2013, Mercoledì Santo, la mia famiglia e io siamo stati invitati alla festa della Real Maestranza, dove mio zio diventava capitano della categoria Pittori e Decoratori. 
La festa si tiene a Caltanissetta.

I compiti difficili che… ci piacciono!


No, non si tratta del compito impossibile di un insegnante frustrato che vuole punire una classe indisciplinata, ma di un vero esame della Florida International University.
Agli studenti del corso di Architettura del professor Jaime Canaves è stato effettivamente richiesto di attraversare il lago del campus (largo circa 53 metri)… camminandoci sopra. Progettando però delle scarpe apposite a questo scopo: ecco svelato il trucco.
Il compito, spiega il professore, aveva lo scopo di fare ragionare gli studenti non solo su materiali e forme, ma sensibilizzarli sul fatto che con il giusto impegno qualunque cosa è possibile, anche camminare sull’acqua. Un messaggio decisamente educativo dunque (purtroppo, non sempre le scuole americane possono essere definite “educative”).
 Allo studente che ha attraversato il lago più velocemente, Alex Quinonez, è andato anche un premio di 500 dollari, e tutti gli studenti che sono riusciti a portare a termine la traversata del laghetto è stata data una “A”.
Daria Nardo

Le streghe mangione


C’era una volta un grattacielo che solleticava le nuvole; era fatto di cioccolato con le finestre piccole di zucchero filato di cinque piani, ognuno di diverso colore.

Un piano verde come la menta dove vivevano la gabbianella e il gatto, un piano arancione come il mandarino dove vivevano gli aristogatti, un piano rosso come le fragole, dove abitavano 101 cani con il loro padrone buono, un piano blu come il mare dove vivevano la sirenetta Ariel con il suo miglior amico Sebastian, e l’ultimo piano giallo come le patate, dove vivevano i sette nani con Biancaneve.

Nel paese vicino abitavano le streghe Ursula, Crudelia Demon e Grimilda che erano golose di dolci e il loro preferito era il cioccolato. Un giorno passeggiando nel paese di Dolcelandia tra tutti i grattacieli di marzapane e burro, videro da lontano il grattacielo di cioccolato e la strega Ursula disse alle sue amiche streghe: «Guardate!!! Un grattacielo di cioccolato!!! Andiamo a mangiarlo!!!»
Grimilde le rispose: «Semplice, organizziamo un piano».
Il nano Cucciolo nel frattempo stava organizzando una festa di compleanno con i suoi fratelli e invitò gli abitanti del grattacielo. Nell’invito scrisse: «Sei invitato alla mia festa di compleanno domani sera alle 19:30. Vestiti del colore del tuo piano, così sarà più facile distinguerti.
Ti aspetto alla pizzeria Marzapizza.»

Tritone era il guardiano del grattacielo. Le streghe avevano organizzato un piano geniale per quella sera.
Entrarono dalla porta di sicurezza, perché sapevano che erano andati tutti alla festa di Cucciolo, potevano agire indisturbate e cominciarono a rosicchiare il tetto.
Tritone quella sera era stato invitato a bere un caffè dal suo amico Trudente; si misero a giocare a carte e non si accorsero del tempo che passava.
Si erano fatte le ventidue e cinquanta e il guardiano corse come un lampo per sorvegliare il grattacielo ed esclamò: «Cosa è successo?»
Chiamò subito la polizia e denunciò l’accaduto; gli agenti gli fecero una domanda: «Chi sono le persone che odi e possono averti fatto un dispetto?».
Tritone rispose: «Le streghe!!!»
La polizia fece un giro nel paese di Dolcelandia alla ricerca delle famose streghe; furono trovate con la bocca ancora sporca di cioccolato e con la pancia talmente grossa che sembravano scoppiare.
Gli abitanti del grattacielo decisero come punizione di fare costruire alle streghe un grattacielo nuovo.
Le streghe costruirono un nuovo grattacielo di cioccolato bianco e gli abitanti tornarono a vivere ognuno nel proprio piano e vissero felici e contenti.

Jessica Romio IA


L'occhio della Bonetto


Le classi quinte della scuola G. Bonetto hanno fondato un loro giornalino che si è sviluppato anche grazie alla collaborazione di molti compagni entusiasti all'idea e carichi di buona volontà.
I piccoli direttori desiderano farvi partecipi del loro lavoro inviandovene una copia.
Tanti saluti e buon lavoro a tutti da Lothar, Massimiliano e Marco.


martedì 30 aprile 2013

Laboratorio di Dance Ability

Il laboratorio di Dance Ability si è svolto in cinque lezioni di due ore. Si tratta di una ginnastica che fa muovere braccia e gambe molto dolcemente. Le istruttrici ci mettevano a coppie e alcuni facevano le statue  e altri gli scultori  che modificavano la forma iniziale.   
Gli  scopi per cui è stata organizzata sono: costruire un rapporto di amicizia un po’ con tutti e imparare a voler bene agli altri. L’attività è stata proposta dalla nostra professoressa di ginnastica e l’ha organizzata l’associazione “Ottavo Giorno”. E’ stata svolta dal venti febbraio al  venti  marzo, ogni mercoledì, al Palazzetto Polivalente di Albignasego. Vi hanno preso parte i ragazzi di prima A,con un lavoro collettivo e l’hanno guidata due istruttrici Anna e Marina, con l’aiuto della musica.
Gli aspetti dell’esperienza che giudico più importanti sono: il rapporto con gli altri, le emozioni e le sensazioni  provate come il rilassamento. Non ci sono stati imprevisti,  a parte un po’ di confusione e non ci  sono stati problemi, incomprensioni, nemmeno tra i partecipanti.                            
Nella prima lezione ci siamo un po’ conosciuti, nella seconda abbiamo fatto un gioco in cui non dovevamo camminare,nella terza lezione ci siamo inventati un segno che esprimeva il nostro nome e abbiamo   fatto il gioco dei ciechi in cui dovevamo tenere  gli  occhi chiusi e un compagno ci doveva guidare in un percorso; nella quarta lezione abbiamo parlato in cerchio e abbiamo fatto il gioco delle sculture in cui dovevi modificare una forma e nell’ultima lezione abbiamo fatto il gioco dei visitatori in cui dei ragazzi facevano le statue e dovevano essere modificate e altri ragazzi facevano i  visitatori.  Alla fine di questo gioco abbiamo danzato a occhi chiusi e abbiamo espresso i nostri  sentimenti.  Il risultato finale dell’attività è stato che dovevamo diventare tutti amici e penso che gli scopi per cui è stata organizzata  siano stati raggiunti. E’ un’attività da sviluppare perché è stata molto bella.                                                         
                                                                             Manuel  Soranzo  1A     


                                                                                

venerdì 26 aprile 2013

POESIA DI PRIMAVERA


Tre alunne della scuola "G: Rodari" hanno scritto questa bellissima poesia sull'arrivo della primavera, non credete anche voi che siano state bravissime?



PRIMAVERA

 
Gemme, violette e rose,
fan festa nel prato gioiose.
Le farfalle brillanti
festeggian con canti.
Le coccinelle
son sempre più belle
con i loro puntini 
ancor più carini...
Il pesco rosato
è  appena sbocciato,
le rondini in migrazione
tornano in questa regione.
Gli animali si sono svegliati,
dall'inverno son tornati
e la primavera è ritornata
come una piccola fata!

(Gemma, Zoe di classe IV ed Emma di classe I della scuola "G. Rodari") 

giovedì 25 aprile 2013

Visita al Museo dell'Internato Ignoto

                                                                                                                                       




“Ricordare”. Questo penso sia il messaggio principale che il Tempio dell’Internato Ignoto di Padova vuole trasmetterci. Come ha detto il presidente della Federazione provinciale Associazione Italiana ex Internati, noi non dobbiamo attaccarci alla storia, ma semplicemente non dimenticarla, poiché “tutto questo è stato e potrebbe essere ancora”, come ho letto in una frase sotto un quadro nel Museo. L’errore più grande che un uomo può fare è dimenticare o negare i propri errori passati, poiché questo porta a ripeterli. Una visita al Museo di Terra Negra è un salto indietro nel tempo, nell’Italia degli anni ’30 e ’40, quella fascista. Si possono vedere riproduzioni dei manifesti che all’epoca venivano affissi per le strade, quelli che recitavano “Difesa della razza”, e spiegavano perché, secondo i nazisti e i fascisti, la nostra “razza” era superiore alle altre, perché era da “preservare”. Ci hanno sempre parlato in tutti i modi della Seconda Guerra Mondiale, dei campi di concentramento, eppure trovarsi  davanti a un’ uniforme, a degli zoccoli originariamente calzati da un prigioniero del campo è tutt’altra cosa. Ricordo una sera, in cui ho casualmente trovato il Museo aperto e sono entrata. Dentro non c’era nessuno e il silenzio era glaciale. Mi ha dato un senso di angoscia trovarmi di fronte a quelle foto da sola, ad osservare Hitler che da un palco proclamava “il volere di Dio si rivela nel sangue tedesco”. Ho provato un senso di terrore, quasi, e sono fuggita. Noi non potremo mai nemmeno lontanamente immaginare cosa provassero quelle persone. Si sono trovati improvvisamente circondati, “colpevoli” soltanto di essere Italiani. Si sono ritrovati in trappola, una trappola in fin dei conti tesa dallo stesso governo italiano, che aveva reso pubblica la notizia della rottura del Patto d’Acciaio con la Germania e di un’apertura delle trattative con gli Alleati in un’Italia controllata dai nazisti Tedeschi. Catturati, imprigionati, degradati, erano divenuti
Traditori. Costretti a lavorare in quanto non più prigionieri di guerra,  ma I.M.I., ovvero Internati Militari Italiani; umiliati, gli era stato tolto tutto, anche la dignità. Molti sono tornati a casa e hanno fatto di tutto per cancellare dalla memoria quella parte della loro vita, sconvolti, desiderosi solo di un futuro migliore.
Sono stata molto colpita dal discorso del presidente della Federazione. Parlava in maniera totalmente lucida, ricordando per noi. Parlava della prigionia, degli orrori che ha visto compiersi, ma ricordava anche la sentinella gentile che un giorno, durante un appello, ha scambiato con lui parole in italiano e si è commosso per i suoi figli. Finita la guerra, calò un silenzio tombale sulle deportazioni militari, che molti ritenevano e ritengono tutt’oggi la disfatta più grande nell’alleanza tra Germania e Italia. Solo alcuni dei circa 600.000 militari deportati in Germania e Polonia, decisero di ricordare e fondarono l’A.N.E.I., ovvero l’Associazione Nazionale Ex Internati.
Per questo motivo penso dobbiamo essere grati alla gente che è divenuta testimone di quel periodo e delle persone che raccolgono queste testimonianze.
Sono stata colpita dalla forza di volontà e dai valori di questi uomini: mettendo un semplice “si” su un documento sarebbero potuti tornare a casa e riabbracciare i loro cari. Avrebbero combattuto per la repubblica di Salò, ma almeno l’avrebbero fatto da vivi e da “liberi” (anche se costretti). Invece molti di loro hanno preferito non firmare. A migliaia hanno pagato con la loro vita. La visita al Museo mi è piaciuta molto. Ho potuto imparare cose della Chiesa e del Museo che non sapevo.
Mi ha interessato molto la storia di Mafalda di Savoia. Una principessa italiana indifesa e abbandonata, richiusa in un campo di prigionia dove a soli 42 anni muore sola.
 Parte della cittadella della memoria di Padova è anche il Giardino dei Giusti, ovvero un prato in cui vengono piantate lapidi e alberi commemorativi dei giusti del Mondo, cioè persone che anche a rischio della loro vita hanno salvato quella di altri. Ogni anno ne vengono aggiunte 10 e spero che si riesca ad attuare il progetto di creare una “passeggiata” dei Giusti, ovvero un percorso di stele commemorative che porti fino al Mare Adriatico.
Sarebbe bellissimo poterla percorrere un giorno, anche perché significherebbe che al mondo i Giusti continuano a esistere.                                                                                              Benedetta Zirillo 3^C 
.                                                                                                           

mercoledì 24 aprile 2013

Rosso Malpelo 2013


Prova ad immaginare di essere Giovanni Verga e di voler scrivere una novella ideata in un luogo a tua scelta. Dai un nome al Rosso Malpelo 2013 e descrivi il suo stile di vita, i suoi rapporti con gli altri, ciò che prova, che vede, che è costretto a fare. Se vuoi, puoi scegliere la forma del diario: in questo caso devi immedesimarti nel tuo personaggio.


I carusi di Villaguarnera a fine Ottocento
Caro diario,                                                                                                                                                 

mi chiamo Akbur Mahari e ho undici anni, vivo in un piccolo 
Bambini soldato in Uganda,
 http://foreignpolicyblogs.com/2012/10/09/grace-milly-lucy-child-soldiers-2010/
paese dell’Africa occidentale.
Ho una situazione e una vita davvero difficili. Sono un bambino soldato.
Già, sono uno di quei bambini che gli adulti sfruttano come spie e altro genere di cose…
Perché siamo piccoli e allora i nemici non ci scoprono facilmente.
Sono soldato da circa tre anni e non è che prima avessi avuto un’infanzia felice.
Facevo il servo in una famiglia benestante, distante circa dieci chilometri che percorrevo a piedi; lo facevo insieme a mia sorella che ora ha quattordici anni.

Mito: il colore della pelle


Molto tempo fa in un’isola della Grecia vivevano tre fratelli. I fratelli abitavano in una piccola casa, coltivavano la terra e avevano un piccolo gregge di capre e pecore. Non erano ricchi, ma vivevano tranquilli e andavano molto d’accordo tra di loro.

Un giorno arrivò nel villaggio una ragazza bellissima. Era la figlia del dio dell’amicizia che l’aveva inviata per mettere alla prova i tre fratelli che andavano sempre d’accordo e per vedere se la loro amicizia si sarebbe rotta per una ragazza.

Tutti e tre si innamorarono follemente della ragazza e iniziarono a litigare perché ognuno di loro diceva che l’aveva vista prima degli altri. Dato che continuavano a litigare decisero di andare dal dio per chiedergli chi dovesse essere lo sposo della ragazza.

lunedì 22 aprile 2013

Caro diario..."Domani sarò GRANDE!"

Gli alunni di classe quinta della scuola "G. Rodari" hanno scritto un testo dal titolo : "Domani sarò grande" e TUTTI hanno realizzato dei piccoli capolavori.
Le insegnanti di classe hanno quindi deciso di condividere con tutti voi i loro pensieri, le loro paure, le loro emozioni:



I RICORDI...

CARO DIARIO,

"Questi per me sono stati cinque anni indimenticabili! Ricordo quell'emozionante mattina di cinque anni fa quando, noi bambini di prima abbiamo varcato il cancello per la prima volta...Dopo l'appello sono finalmente entrata in classe ed ho conosciuto i miei nuovi compagni. In questi cinque anni ho conosciuto delle maestre fantastiche, che ricorderò sempre con tanto affetto. Mi hanno insegnato a scrivere, leggere e a contare e mi hanno accompagnata in questo viaggio con tanta pazienza e amore. Sono un po' dispiaciuta perché lascerò la scuola dove sono cresciuta, dove ho conosciuto tanti amici e dove ho trascorso bellissimi momenti che non dimenticherò mai. Oggi, arrivata quasi alla fine di questo viaggio, ho nel cuore un po' di tristezza, ma allo stesso tempo mi sento pronta e desiderosa di proseguire la mia avventura alle medie. Sto crescendo ed è giusto che si vada avanti!" (Veronica B.)

mercoledì 17 aprile 2013

Laboratorio di scrittura creativa: i pareri della 1A


Testi raccolti da Irene Bertoli e Sofia Saviolo 

In questo mese abbiamo dedicato due ore la settimana ad un laboratorio di “scrittura creativa”.  Questo progetto è stato organizzato dalla professoressa De Agostini e dalla professoressa referente della biblioteca con lo scopo di farci provare l’esperienza di essere degli scrittori.
La  nostra guida si chiamava Sara Saorin, ed è un’editrice. Per tre settimane, le ultime due ore del venerdì è venuta nella nostra classe e insieme abbiamo creato un racconto fantasy.