martedì 16 aprile 2013

Intervista a Sara Saorin



  Dopo quella a Livia Rocchi eccovi un'altra interessante intervista realizzata questa volta dai ragazzi della 1F della scuola Valgimigli.
Chi è Sara Saorin?
Leggete qui di seguito...

sabato 13 aprile 2013

Un incontro speciale

Anche gli alunni della scuola primaria hanno potuto conoscere una vera scrittrice!

Le classi I e II della scuola Raggio di Sole, martedì 9 Aprile, hanno incontrato la scrittrice per bambini Leda Luise, presso la Libreria Zannoni di Padova.

mercoledì 10 aprile 2013

Prevenzione al bullismo



Il primo febbraio e l'8 marzo 2013 i ragazzi della scuola Manara Valgimigli della classe 2a hanno partecipato al progetto "Prevenzione  Bullismo".
Li hanno seguiti la dott. Marta Boaretto e la professoressa Ketty Demo, insegnante di italiano.

All'inizio del primo incontro i ragazzi

Campagna contro il bullismo


Nel mese di febbraio e marzo 2013 la nostra classe ha partecipato all’attività sul bullismo che comprendeva l’incontro con una psicologa. Lo scopo del progetto era spiegare il significato del bullismo, i motivi per cui avviene  e tutti i modi in cui si può manifestare.
Il bullismo è un fenomeno caratterizzato dalla prepotenza. Il bullo infatti è sempre aggressivo con la sua vittima che è il soggetto più debole e fragile e per questo non ne parla con nessuno. Questo fatto può durare da una settimana fino ad anni. Il bullo può provocare danni  sia morali che fisici.

Intervista sul “Progetto di prevenzione al bullismo”


In collaborazione 
con Martina Michelotto

Scritto da Martina Michelotto



Ciao Martina, potresti spiegarci un po’ cos’è questo progetto sulla prevenzione al bullismo e se ti è piaciuto?

Il progetto sulla prevenzione al bullismo è stato presentato da una psicologa di cui non ricordo il nome, si è suddiviso in due incontri, dove abbiamo parlato del bullismo e cyber-bullismo. Mi è piaciuto molto.

Raccontaci un po’ del primo incontro.

Relazione: Il sapore amaro della banana


Di recente, in classe abbiamo ascoltato una relazione su un argomento molto interessante che mi ha permesso di avere informazioni sul marchio Chiquita, multinazionale delle banane. I contenuti hanno coinvolto le materie di italiano e geografia. La lezione è stata condotta da un’esperta di settore su proposta di una nostra insegnante. L’attività si è svolta in classe il 21 marzo 2013 ed è stata divisa in fasi in cui tutti abbiamo lavorato dividendoci in gruppi. Come materiali sono stati utilizzati delle immagini, penne e carta. Lo scopo era di farci capire alcuni concetti molto importanti che hanno suscitato in me molto interesse e curiosità poiché ho capito che ci sono persone che lavorano in condizione precarie e faticano molto e che in compenso hanno solo miseria e nessun diritto viene loro garantito.

Il viaggio ideale: Parigi


Mi piace molto viaggiare e questo week-end lo vorrei trascorrere a Parigi con i miei genitori e mio fratello, ma ovviamente viaggerò solo con la fantasia.
In valigia metterei tutto il necessario, vestiti, scarpe, borse... Ma anche un volantino su Parigi con i posti più belli da visitare.
Arrivati a Parigi siamo pronti per la visita alla città. Si parte in metro! Si scendono le scale e una galleria coloratissima ci accoglie nell’attesa che un treno ci porti verso la stazione desiderata.

Il bene che vogliono i figli


Sofia racconta una storia che ha letto e che la ha molto colpita…

Un giorno un bambino andò dal padre e gli chiese: “Papà quanto guadagni al giorno?”. Il papà gli rispose: “50 dollari, perché?”. E il bambino: “Così per sapere… mi potresti dare 25 dollari?” il papà si arrabbiò pensando che il bambino lo stesse prendendo in giro e che voleva solo soldi per comprare uno stupido giochino, allora gli urlò: “Vai in camera tua e rifletti sul tuo comportamento!”. Il bambino ci andò chiudendo la porta dietro di sé.
Dopo qualche minuto il papà si senti un po’ in colpa per aver mandato via suo figlio in quel modo e pensò che forse non voleva comprarsi uno stupido giochetto ma qualcosa di più utile, così andò in camera sua e gli disse porgendogli i soldi: “Ecco i 25 dollari che mi avevi chiesto”. Il bimbo li prese e tornò sul letto, poi prese da sotto il cuscino altri 25 dollari. Il padre si arrabbiò ancora di più pensando il motivo per cui suo figlio gli aveva chiesto dei soldi se ne aveva già. Fece per riprendersi i suoi soldi, ma il ragazzo lo bloccò e gli disse: “Io ora ho 50 dollari, quindi ti posso pagare per stare una giornata con me: ti piacerebbe?”.

raccolto da Sofia Saviolo

Fermiamo il femminicidio!


Caro diario,


che difficile che è crescere, soprattutto in questa società così maschilista!
 Penso sempre alla parola “femminicidio” e sai cosa mi viene in mente? Basta, basta ad ogni forma di discriminazione e violenza posta in essere contro la donna “in quanto donna”. Perché le donne non debbano più pagare con la vita la scelta di essere se stesse, e non quello che i loro partner, gli uomini o la società vorrebbero che fossero. La donna, fin dall’antichità, è sempre stata considerata INFERIORE all’uomo. Io non ho mai sopportato questa cosa, fin dalla scuola materna mi arrabbiavo quando i bambini dicevano “Le femmine sono deboli, non sanno giocare a niente ecc. ecc..”; lì eravamo all’Asilo e metti che poteva anche starci perché tutti sappiamo che a quell’età maschi e femmine si “odiano”, però negli adulti è grave, molto grave! Pensiamo solo a quante donne vengono uccise in media in Italia? Nel 2012 siamo arrivati a quota ….. numero che aumenterà sempre di più se si continua a stare con le mani in mano. 

Il bullismo


La parola bullismo deriva dall’inglese bullying e si riferisce ad un gruppo di persone che compiono azioni moleste e di violenza verso gli altri.
Esistono varie forme di bullismo: c’è la forma verbale (attraverso minacce, offese…); c’è la forma con l’utilizzo della forza (attraverso il contatto fisico); e c’è la forma di bullismo nella quale non vengono usate né le parole né il contatto fisico: forse questo tipo di bullismo è il più comune fra tutti (esclusione intenzionale, smorfie di sbeffeggiamento, isolamento sociale e discriminazione…).
Negli ultimi anni in Italia, tali forme di bullismo sono divenute sempre più frequenti nell’ambito scolastico.
Si sviluppano soprattutto durante l’intervallo e nell’orario della mensa poiché questi sono i momenti in cui i ragazzi si ritrovano e scappano all’occhio vigile dell’insegnante , ma a volte queste azioni si svolgono anche fuori dalla scuola.

Una giornata al pattinaggio


Ieri martedì 19 marzo io con la mia classe siamo andati a pattinare sul ghiaccio grazie ad una compagna di classe che ha la mamma che lavora lì.
Siamo andati al Palaghiaccio, agli impianti del Plebiscito. All’andata ero molto eccitato e non vedevo l’ora di pattinare. Quando siamo arrivati mi sono subito precipitato dentro il Palaghiaccio a prendere i pattini: ero il primo a prenderli, ma nonostante tutto sono stato uno tra gli ultimi ad entrare in pista, perché ho dovuto mettere i pattini ai miei compagni, dato che non riuscivano.

La mia esperienza con il bob


Tanto per iniziare, il bob è una specie di piccola sedia allungata.
Adesso vi faccio vedere come è fatto.

Il ritardo


Era una mattina come le altre e io, come sempre, ero in ritardo, se solo mi fossi svegliato dieci minuti prima! Mentre correvo nel corridoio della scuola pensavo a quale scusa potevo raccontare al professore. Non potevo raccontargli che mi si era ghiacciata la serratura della porta di casa, perché era una calda mattina di primavera. E neanche dirgli che non andava più la macchina di papà perché io vengo a scuola in bici. Che fare? Allora decisi di entrare in classe, salutare il prof e sedermi nel mio posto, nel banco della quarta fila vicino a Giacomo che mi chiese: “E ora che scusa inventerai?”. Io risposi: “Ora senti”.

Il titolo [im]perfetto: Viola


Il libro a cui vorrei cambiare il titolo è Viola di Mariella Ottino e Silvio Conte, edizione Bruno Mondadori. Questo libro parla di una ragazza che arriva per la prima volta in una scuola dove non conosce nessuno: è una ragazza piuttosto carina di nome Viola Zareschi, che fa presto amicizia con i suoi compagni di classe e riesce a far innamorare il ragazzo più bello della classe. Fa subito amicizia con quattro ragazze: Lorenza, Francesca, Alessia e Barbara. Sara, la più brava della classe è innamorata di Stefano : lo stesso ragazzo di cui Viola è innamorata. Stefano sta insieme a Viola, ma solo per interesse perché durante i pomeriggi va a casa di Sara e si fa aiutare con i compiti. Alla fine Viola scopre di essersi sbagliata con Stefano e ne rimane molto delusa, ma in realtà scopre che il vero amore c’è quando tutti e due provano le stesse cose l’uno per l’altra.

Cronache a scuola: un sanguinante incidente…


Il 6 marzo 2013 nel laboratorio d’arte un ragazzino si è fatto male incidentalmente.
È accaduto quando un compagno seduto al suo stesso tavolo stava tagliando un giornale per il mosaico (fatto con la carta): il ragazzino ha messo il dito in mezzo e si è tagliato.
Il ragazzo “sanguinante” si è buttato a terra lamentandosi. Dopo pochi minuti la professoressa lo ha mandato in infermeria dove lo hanno medicato fasciandogli l’arto ferito, cioè precisamente il dito mignolo.
Quando si è alzato dal pavimento, c’era una tondeggiante macchia di sangue. Eppure, volete sapere il “colmo dei colmi”? Quando il ragazzino è tornato dall’infermeria non si è arrabbiato né era dispiaciuto per il dito, ma si è messo immediatamente a ridere a crepapelle con i compagni del tavolo.

Giada Kabrit

Il titolo [im]perfetto: Twilight


L’anno scorso ho letto un libro intitolato Twilight che parlava di una storia d’amore tra un vampiro di nome Edward e una ragazza di nome Bella.
Secondo me questo titolo non è molto appropriato, e sinceramente non ne ho ancora capito il senso. In italiano, twilight significa “crepuscolo”, forse perché, in questo libro, i vampiri quando si espongono al sole emanano delle piccolissime scintille di luce, paragonabili alla scarsa luce del tramonto, ma non ne sono convinta.
A mio parere, il titolo di un libro dovrebbe, con poche parole, far capire al lettore di cosa si parla, e invogliarlo a leggerlo, magari usando una parola chiave che è nominata più volte oppure con delle parole che esprimono il tema principale di esso.
Io lo avrei intitolato:
Un amore impossibile
oppure
L’amore non muore mai
perché Bella è disposta a farsi trasformare in una vampira pur di stare con Edward, perché altrimenti il loro sarebbe un amore impossibile, in quanto lei invecchierebbe fino a morire, mentre lui vivrebbe in eterno rimanendo sempre giovane.
Così facendo il loro amore durerà per sempre, cioè non morirà mai.

Linda Palamidessi IIIA

martedì 9 aprile 2013

Intervista a Livia Rocchi (seconda parte)

Siamo ancora noi, gli alunni di 1B della scuola secondaria Valgimigli.
Perchè questa incursione nel blog? 
Perchè la nostra intervista alla scrittrice Livia Rocchi ha avuto successo! 
Non ci credete?
Be' andate un po' a vedere: /http://thetalentangels.com/ 
Che ne dite?
1B


                                                          

venerdì 5 aprile 2013

Intervista alla scrittrice Livia Rocchi

                                                                                                

Noi alunni di 1B (della secondaria) abbiamo avuto la fortuna di partecipare a un laboratorio di scrittura creativa tenuto da una scrittrice “vera”, Livia Rocchi, che è stata così gentile da soddisfare le nostre curiosità come potrete leggere qui di seguito.

-Quando ha scoperto di avere la passione per la scrittura?
Non c’è stato un momento preciso. Di sicuro la passione per le storie ce l’ho da quando ero molto piccola; per esempio non mi facevo misurare la febbre se in cambio non mi raccontavano una fiaba. Quando ho imparato a leggermele da sola deve essere stato un gran sollievo per le nonne e la mamma. Avevo solo quattro anni, e da allora ho divorato una marea di libri. A scrivere ho iniziato molto più tardi, verso i trent’anni, per via di una scommessa.

mercoledì 3 aprile 2013

Com'è fatto un pesce?

In classe seconda, preso la scuola G.Rodari di Albignasego, si è svolta una lezione DECISAMENTE PARTICOLARE.

Gli alunni hanno osservato un pesce: la trota salmonata


Ne hanno individuato le varie caratteristiche utilizzando i sensi della vista e del tatto identificandone le qualità.

FORMA: affusolata perchè rende più facile il movimento

SQUAME: ricoprono il corpo e sono ruvide e dure e proteggono i pesci dalle ferite. Sembrano le "tegole" del tetto!

PINNE: servono per nuotare e sembrano dei remi, a volte anche dei freni. Servono al pesce per cambiare direzione, sono un vero e proprio timone.

BRANCHIE: Organi per respirare, sono come i nostri polmoni

Successivamente l'hanno sezionata osservandone le interiora:







Alla fine hanno rappresentato il lavoro con un bellissimo disegno:




OSSERVAZIONI DEI BAMBINI:


  • Ad una lezione così non avevo mai partecipato ed è per questo che mi sono sbalordita, ma mi anche divertita molto.
  • Per me la lezione è stata un "gioco scientifico" pieno d'informazioni interessanti sulla trota salmonata.
  • Vorrei fare sempre lezioni così belle e istruttive.
  • La trota ha un "brutto" odore ma ha tanti organi dentro.
  • A me è piaciuto molto quando ho visto il cuore e le budella della trota.
  • Mi è piaciuto un sacco questo "esperimento".
  • Alla fine la maestra ha buttato il pesce nel cestino, che peccato!
  • Il cuore era piccolissimo e il corpo secondo me era morbido come un cuscino.
CLASSE  SECONDA della scuola "G. Rodari"

lunedì 1 aprile 2013

Le frasi tratte dai libri che abbiamo letto (2^parte)

"La vita di un uomo è come il cammino del sole nel cielo, è giusto che venga la sera e poi la notte"
 (da P.L.Luisi, Suo padre era un albatros)                                  



"Il mio destino non è scelto dagli altri, ma è scelto da me" (da S. De Mari, L'ultimo elfo)                                                                               
                                                                                                    




"[...] devo imparare a vedere quello che guardo" (da C. Paolini, Inheritance)